Finalmente stanati da amici tenaci, sabato ci siamo spinti fuori dai sentieri quotidiani e dalle abitudini che ci fan considerare periferia quasi tutto quello che è fuori dai tracciati rinomati.
Riscopriamo così una Lambrate in trasformazione, che accoglie nei suoi spazi industriali famiglie numerose in cerca di abitazioni più ariose, poco distanti dalle case minime, che sono state il primo tetto a riscatto per le stesse famiglie sessant'anni fa.
Tutti oggi godono della metropolitana costruita nel frattempo, della ferrovia che, ancora troppo poco, accoglie qualche treno urbano, delle scuole coraggiose sperimentatrici relegate quaggiù negli anni Settanta e che ancora raccolgono i frutti del coraggio di allora, dei parchi e dei centri sportivi a distanza di bicicletta, di un tessuto urbano ancora denso di storia.
In qualsiasi metropoli occidentale considereremmo questo un pezzo di città meglio di altri, a Londra, New York, sarebbe normale abitare a dieci fermate dal centro città , ma a Milano ci ostiniamo a pensare periferia ciò che è fuori dai bastioni. Questione di metropoli o di provincialismo?