faccio questo post solo per creare le categorie...ho stupidamente cancellato la prova di nina!
PRIMA PUNTATA
Ogni mattina i piccoli salgono sul marciapiede vestiti di tutto punto per andare a scuola. Gli zainetti colorati con le facce dei mostriciattoli, ultimi eroi dei cartoni animati. I capelli lucidi ravviati con cura, le bimbe con codini e trecce fermati da elastici e forcine, anche quelli con i pupazzetti dei cartoni, i bambini con un taglio corto corto, fresco di barbiere.
La somiglianza tra loro è tale che, ai nostri occhi occidentali, è difficile capire se sono fratelli, cugini, o semplicemente amici. Si aspettano l’un l’altro, impettiti sul marciapiede. Aspettano fino a che non è pronto anche il grande, che quella mattina li deve accompagnare a scuola, mamma, papà, zio, zia. Si vede che non stanno più nella pelle. Aspettano pochi minuti, seri, fieri del loro ruolo di studenti, ma soprattutto felici. È questo che si nota di loro, ogni mattina sono felici di andare a scuola.
Gli altri scolari che si incontrano per la via hanno facce assonnate, immusonite. Sono trascinati da un genitore, che li tira per un braccio o li fa avanzare con la voce, con rimproveri dal suono quotidiano, come pecorelle recalcitranti. Alcuni particolarmente arzilli sommergono il padre di domande o racconti complicatissimi, a cui richiedono partecipazione. Fino a quando lui, il babbo, che riescono a vedere solo la mattina, ad averlo tutto per loro, lungo quel tragitto, non dice:
“sì va bene, ma adesso cammina che è tardi!”
Ognuno ha un suo modo di percorrere la strada verso la scuola, ma nessuno ha negli occhi la felicità di quei piccini. Gli stessi genitori hanno espressioni differenti. La maggior parte non sembra affatto felice della levataccia a cui costringe l’orario scolastico. Le distrazioni del pargolo sono immediatamente tramutate in minuti di ritardo in ufficio:
“ma come non hai preso la merenda!? Ancora?! Anche oggi!, sei proprio il solito!”.
Quelle mamme e papà, o zii e zie invece sono affatto diversi, quando salgono sul marciapiede per accompagnare i bambini a scuola sembrano imbarazzati, un misto tra fieri e impauriti. Li trattano con estrema cautela, una sorta di disagio, per quelle creature che sono sì del loro stesso sangue, ma vivono sopra il marciapiede, salgono i gradini la mattina ed entrano in un’altra vita.
Una vita al livello del suolo, con aria, luce, sole e pioggia, vento e neve, quando c’è. Una vita visibile, fatta di scuola, in cui imparano la lingua del paese su cui camminano. Il sottosuolo invece ne parla un’altra. E non imparano solo la lingua delle emergenze o delle prime necessità, delle comunicazioni ufficiali, dei permessi di soggiorno, dei visti. Ma anche la lingua delle poesie e dei pensierini, dei temi e dei biglietti agli amici. Così la loro vita visibile si riempie di cose visibili, quaderni di scuola pieni di parole, compagni di classe, amici con cui parlare. È per questa vita visibile, che gli adulti conducono la loro esistenza invisibile, al di sotto del marciapiede.
Passando davanti allo stabile, d’epoca ma ristrutturato, stile vecchia Milano reciterebbe un annuncio immobiliare, passando di lì, dalle finestre rasoterra, sempre pulite e con le tende in ordine, si sente provenire incessante un particolare rumore, quello delle macchine da cucire. È un sottofondo costante, quando smette è per poco e sempre dopo lo sprigionarsi di un inconfondibile odore di cucina. Dopo che i bambini sono tornati da scuola.
Dopo le prove, siamo passati al rodaggio, grazie a Nina che ha dato vita alle nostre immagini e le ha rese template.
Adesso viene il momento dei contenuti...
Non siamo ancora bravissimi a destreggiarci tra le categorie e gli archivi, perciò per ora pubblicheremo tutti i materiali sotto forma di post, che con la loro brava tag manderemo a sistemarsi in ordine nelle caselline, che trovate nella colonna di destra. Se qualcuno già ci legge e ha da suggerire dei sistemi migliori per caricare testi, foto, audio e per costruire una bibliografia, in questa fase di rodaggio i consigli sono più che graditi!
Seguono quindi alcuni post extralarge che manderò direttamente alla sezione RACCONTI
grazie a chi ci ha aiutato ad arrivare fino a qui e a chi magari già ci legge!
Alessandra